Vincenzo Foppa (Bagnolo Mella (BS), 1427 ca - 1515 ca) pittore italiano.
Le prime opere del Foppa, sono un san Bernardino e i Tre Crocifissi, sulla scia di Gentile da Fabriano e Jacopo Bellini. Nella seconda in un'architettura classica di origine padovana, si stagliano le tre figure perfettamente prospettiche mentre il paesaggio è legato ancora al gusto internazionale.
Tra il 1455-1456 è a Pavia (nello Stato Sforzesco) con la sua famiglia. nel 1455 dipinge un polittico di cui restano solo i mezzibusti dei santi Siro e Paolo, tavola che denuncia la conoscenza delle opera di Donatello e Andrea Mantegna.
Nel 1461 è a Genova dove affresca la cappella dei priori di san Giovanni nella Cattedrale e realizza un polittico in San Domenico (opere perdute). A Genova attraverso Donato de' Bardi viene a contatto con la pittura fiamminga, n'è un esempio la Madonna col Bambino per la chiesa del Carmine di Pavia, firmata e datata 1463.
Nel 1463 è chiamato da Francesco Sforza a Milano qui è impegnato nella decorazione pittorico del Banco Mediceo (unico affresco superstite: Fanciullo che legge Cicerone) e all'Ospedale Maggiore, Nella Cappella Portinari nella Basilica di San Eustorgio affresca sulle lunette delle pareti laterali scene della vita di san Pietro Martire, nell'arco di trionfale l'Annunciazione e in controfacciata l'Assunzione, le immagine di ogni parete sono costruite con un unico punto di fuga che cade fuori dalla composizione, in modo da unificare i due episodi nelle lunette.
Del 1468 è la Pala Battigella dove, in un'architettura padovana, lo spazio è saturo di figure, in questo modo la prospettiva ora perde il suo primato a vantaggio della luce, usata qui per indagare i minimi dettagli. A Pavia, città di cui acquistò la cittadinanza nel 1468, per incarico del duca Galeazzo Maria, collaborò con Zanetto Bugatto e Bonifacio Bembo alla decorazione della grandiosa Ancona delle Reliquie per il Castello, opera andata poi distrutta.
Le opere dipinte fra il 1470 e il 1485 segnano la piena maturità dell'artista, ormai giunto a dominare da indiscusso caposcuola (fino almeno all'arrivo di Leonardo) il panorama della pittura non solo lombarda, ma anche ligure e piemontese. Del 1478 è l'Adorazione del Bambino di Detroit, dove Foppa riceve influssi Ferraresi. Reagisce anche alle novità offerte da Bramante, vedi il suo san Sebastiano. Dopo un soggiorno a Savona, dove dipinse due polittici (uno per M.Fornari, 1489, l'altro per il cardinale Giuliano dalla Rovere, futuro Giulio II): L'ancona di Nostra Signora di Castello in collaborazione con Ludovico Brea e altre maestranze, artefici fra l'altro della moderna cornice rinascimentale.
L'artista rientra a Brescia, forse per rifuggire dal Bramante e dal Leonardo imperante, qui visse appartato fino alla morte, dipingendo, insegnando e ponendo le premesse per lo sviluppo di una rigogliosa scuola locale.
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