Tiziano

Tiziano Vecelli o Vecellio (1490, Pieve di Cadore - 27 agosto 1576, Venezia), più comunemente conosciuto come Tiziano, fu uno dei grandi pittori veneziani del Rinascimento italiano.

Biografia

TizianoNacque a Pieve di Cadore nel 1490, proveniva da una famiglia locale importante ed abbiente.

Suo padre Gregorio Vecelio aveva diversi incarichi tra cui quello di capitano della milizia ed ispettore delle miniere.

Non si sa quale educazione abbia ricevuto: sicuramente non conosceva il latino, lingua molto importante all'epoca e la maggior parte delle lettere rinvenute furono scritte da altre persone per suo conto.

Tiziano si avvicinò alla pittura insieme al fratello Francesco, i due furono mandati a Venezia a studiare arte molto giovani (la data precisa non si conosce), si ritiene che iniziarono l'apprendistato nel 1500.

Il primo studio fu presso la bottega di Sebastiano Zuccato, per poi passare nello studio di Gentile Bellini ed infine in quello di Giovanni Bellini, fratello di Gentile.

Qui conobbe Giorgio da Castelfranco meglio conosciuto con il nome di Giorgione.

I due diventarono amici e soci d'affari, nel 1508 lavorarono insieme agli affreschi esterni del Fondaco dei Tedeschi.

Due anni dopo Giorgine morì di peste e probabilmente Tiziano completò molti quadri dell'amico rimasti incompiuti.

Tiziano VecellioTiziano dipinge i tre affreschi per la Scuola di Sant'Antonio a Padova (1511).

Nel 1516, alla morte di Giovanni Bellini, Tiziano fu nominato suo successore come pittore ufficiale della Repubblica veneziana.

Nel 1520 esegue numerose importanti pale e commissioni laiche, incluse le decorazioni per il Palazzo dei Dogi e tre dipinti mitologici per Alfonso d'Este.

Tre anni dopo durante un viaggio a Ferrara conosce Federico II Gonzaga, marchese di Mantova.

Nel 1525 sposa Cecilia Soldano, figlia di un barbiere, che gli aveva già dato due figli: Pomponio e Orazio.

Nel 1530 nasce la figlia Lavinia e pochi mesi dopo muore la moglie.

Nello stesso anno conosce Carlo V durante un viaggio dell'imperatore in Italia, tre anni dopo gli conferisce il titolo di Conte Palatino e Cavaliere dello Sperone d'Oro, un onore senza precedenti per un pittore.

Nel 1545 si reca a Roma invitato da papa Paolo III, cinque anni dopo si reca ad Amburgo e comincia a lavorare alla sua serie di Poesie per il re Filippo II.

Il 16 marzo ottiene la cittadinanza romana, in seguito rientra a Venezia.

Insieme ad Andrea Palladio e a Jacopo Tintoretto viene eletto membro dell'Accademia del Disegno di Firenze nel 1566.

Muore il 27 agosto 1576, forse di peste, ma più probabilmente di semplice vecchiaia; viene sepolto nella chiesa di Santa Maria dei Frari a Venezia.

Attività artistica

San Giovanni Battista, circa 1542, Gallerie dell'Accademia, VeneziaTiziano matura uno stile personale dei colori, che vengono stesi in modo rapido e talvolta impreciso, senza disegni preparatori: il risultato è l'immediatezza e l'espressività, le figure sono accennate e più vive e reali.

Agli inizi della sua carriera artistica Tiziano dipinse molte scene di vita pastorale idilliaca (ninfe e pastori) influenzato soprattutto da Giorgione.

Molti quadri di questo periodo sono di difficile attribuzione in quanto a volte Tiziano completava i quadri iniziati da Giorgione.

Il pittore dipinse anche molte immagini di donne bellissime e sensuali, di solito con lunghi capelli sciolti che ricadono sulle spalle nude e per la maggior parte hanno anche qualche accessorio simbolico o allegorico.

Non considerati ritratti, ma generiche esaltazione della bellezza femminile, queste tele erano piuttosto in voga a Venezia all'inizio del Cinquecento e si suppone che alcuni potrebbero rappresentare o alludere alle prostitute per cui la città era famosa.

Tiziano fu uno dei più prestigiosi ritrattisti e sicuramente il più influente, dato che andò oltre la formula del mezzo busto che era predominante nel XV secolo.

Spesso introduceva accessori nei suoi ritratti, come un cane od uno strumento musicale e la posa delle sue figure era naturale.

La maggior parte dei ritratti giovanili del pittore ha come soggetto personaggi sconosciuti, ma quando la sua fama crebbe, dipinse i più importanti uomini d'Europa.

Il pittore realizzò disegni, anche se molto rari, usando il gessetto, il carboncino, la penna e l'inchiostro con grande vigore.

Alcuni di questi disegni sono studi preparatori per dipinti, anche se secondo le testimonianze del tempo lavorava direttamente sulla tela senza alcuno schizzo preliminare.

Ci sono anche dei paesaggi molto rifiniti, attribuiti a Tiziano che sono all'apparenza opere indipendenti e la cui autenticità è oggetto di dibattiti eruditi.

Realizzò anche notevoli xilografie, alcune molto grandi e fatte con numerosi blocchi.

Tiziano realizzò anche molte opere a carattere religioso, come la Vergine ed il Bambino o i Santi.

Nei primi lavori il pittore ambientò le sue figure in paesaggi bellissimi.

Si dedicò anche ad una serie di sette scene mitologiche intitolata "Poesie" dipinte per Filippo II di Spagna tra il 1550 e il 1562.

I personaggi ritratti sono: Danae, Diana, Atteone, Callisto, Perseo, Andromeda, Europa, Venere, Adone.

Opere

  • Salomé con la testa del Battista, circa 1515, Galleria Doria-Pamphilj, RomaLe tre età dell'uomo (1512)
  • Amor sacro e amor profano (1513)
  • L'Assunta (1516-1518)
  • Bacco e Arianna (1520-1523)
  • La famiglia Vendramin (1543-1547 circa)
  • Diana e Atteone (1556-1559 circa)
  • La Pietà (1575-1576 circa)
  • Giuditta con la testa di Oloferne

Pala Pesaro

olio su tavola

1526

Madonna in trono col Bambino fra i Santi Pietro, Francesco e Antonio e la famiglia committente. La Madonna è sulla destra, sulla diagonale, in evidenza. Lo spazio è complesso, come suggeriscono le ampie colonne (tra le quali, due angeli innalzano una croce su una nuvola), i diversi piani, le immagini dei committenti tagliati. I santi sono rappresentati senza alcuna gerarchia, in modo molto naturale. Attraverso sfumature di luce, i volti assumono moltissime sfumature, i panneggi sono cangianti, i colori contrapposti tra chiari e scuri. L'effetto è quello di grande realismo e di centralità della Vergine.

Venere di Urbino

Venere di Urbino, 1538, Gallerie degli Uffizi, Firenzeolio su tela

1538

Giovane donna nuda semidistesa su un letto in una casa patrizia; sullo sfondo si vede una finestra e due fantesche che riassettano. Ai piedi del letto dorme un cagnolino, a significare che la donna rappresentata non è una dea. La maggior differenza con la venere del maestro è la consapevolezza e la fierezza della propria bellezza e della propria nudità: la donna è sveglia e guarda in modo deciso chi la osserva. Il colore chiaro e caldo del corpo contrasto con lo sfondo e con i cuscini scuri; la fuga prospettica è verso destra, sottolineata dalle fantesche e dai toni sempre più freddi, che fanno risaltare la donna, posta su una linea obliqua.

Paolo III Farnese con i nipoti

olio su tela

1546

Ritrae il vecchio papa, seduto su di una sedia, con il nipote Ottaviano, genuflesso, e dietro Alessandro in abito cardinalizio distratto. Il ritratto mette in evidenza anche i caratteri dei personaggi: il papa malato e curvo rimprovera con lo sguardo Ottaviano, che si inchina per dovere formale (effettivamente successivamente tenterà di uccidere il proprio padre). Lo sfondo e la tovaglia sono scuri e l'uso di colori pastosi e di pennellate poco definite lascia un senso di oppressione e di tetraggine.

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ultimo aggiornamento 19 febbraio 2006
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