Sebastiano Serlio (1475 - 1554) fu un architetto e teorico dell'architettura del rinascimento italiano.
Si era recato a Roma nel 1514 c., rimanendovi fino al sacco come allievo di Baldassarre Peruzzi, che gli fornì piante e disegni da lui ampiamente impiegati nel trattato. Fu poi a Venezia fino al 1540 e poi partì per la Francia dove era stato chiamato da Francesco I.
Il Trattato I Sette libri dell’architettura di Sebastiano Serlio bolognese
Sono
apparsi in ordine irregolare: IV (ordini), III (architettura antica), I e
II (problemi matematici e rappresentazione prospettica, nonché
scenografia), V (architettura sacra: tipologie pentagonali, circolari:
varietà di soluzioni, longitudinale (cf. poi S. Pietro, 5 cupole),
prospetto con 2 campanili che avrà una grande influenza in Sicilia), VII
(“delle habitationi di tutti li gradi di homini”, fino all’urbanistica
: adeguamento alla nuova cultura, più prospetto esterno che struttura
interna- simmetria, accettazione del frammentismo storico, cioè della
coabitazione di diversi stili nella città), VI (stessi argomenti ma
rimasto inedito per secoli), VIII (architettura militare).
Fu il primo trattato di architettura il cui scopo fosse più pratico che teorico, ed il primo a codificare i 5 ordini. Diffuse il linguaggio di Bramante e Raffaello in tutta Europa, offrendo un vasto repertorio di motivi. I disegni fantastici, specie di portali bugnati, nelle ultime parti del trattato vennero spesso imitati dagli architetti manieristi.
Principali Opere
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