Antonio da Sangallo

Antonio da Sangallo il Giovane (vero nome Antonio Cordini) (Firenze, 12 aprile 1484 - Terni, 3 agosto 1546) fu un architetto fiorentino attivo durante il Rinascimento. Il nonno Francesco Giamberti lavorava il legno ed i suoi zii Giuliano da Sangallo ed Antonio da Sangallo il vecchio erano celebri architetti del tempo.

Nel 1503, molto giovane, si recò a Roma con lo zio Giuliano e divenne un allievo di Bramante, del cui stile fu in seguito uno stretto seguace. Visse e lavorò a Roma durante la maggior parte della vita e lavorò spesso al servizio di diversi papi. La sua opera rimasta invariata più perfetta è la chiesa, in mattone e travertino, di Santa Maria di Loreto, vicino alla Colonna Traiana, una costruzione notevole per la grande bellezza delle proporzioni ed il nobile effetto prodotto con molta semplicità. L'ordine inferiore è a pianta quadrata, il superiore è ottagonale; ed il tutto è sormontato da una fine cupola e da un'alta lanterna. La lanterna è, tuttavia, un'aggiunta successiva. L'interno è molto solenne, considerando anche le dimensioni non grandi.

Antonio inoltre completò la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini alta e ben progettata, che era stata iniziata da Jacopo Sansovino. L'estremità orientale di questa chiesa si innalza molto maestosamente dalla riva del Tevere, vicino a Ponte Sant'Angelo; l'estremità occidentale è stata alterata con l'aggiunta di una facciata successiva, ma l'interno è un esempio nobile di uno stile in qualche modo semplice. La costruzione di questa chiesa rivelava grande abilità, in quanto l'edificio poggia in parte sulla solida terra della riva ed in parte sulla sabbia più instabile delle rive del fiume.

Antonio inoltre edificò la Cappella Paolina, la Sala Regia dei Palazzi Vaticani ed altre costruzioni in Vaticano, oltre alle aggiunte alle mura ed alle fortificazioni della Città Leonina ("Bastione Sangallo").

Il suo lavoro più elaborato è la parte inferiore del cortile di Palazzo Farnese, in seguito completato da Michelangelo, un esempio molto ricco e ben proporzionato del disegno preferito allora, una serie di archi fra le colonne collegate dalla trabeazione che sorreggono, una disposizione ripresa dall'esterno del Colosseo. La facciata è priva di colonne, le parete lisce tranne le cornici che separano i piani, le bugne angolari assumono il ruolo di una decisa definizione del volume, ribadita dall’aggetto del marcapiano. È un opera nello stesso tempo sobria, elegante e serena. Esiste ancora, inoltre il palazzo in via Giulia che costruì per se stesso, oggi noto come Palazzo Sacchetti, molto alterato, tuttavia, in epoche successive.

Dopo il sacco di Roma, Antonio lavorerà prevalentemente fuori città, soprattutto come architetto militare, sue ad esempio sono infatti le fortificazioni di Ancona. Antonio inoltre costruì il pozzo di San Patrizio a Orvieto, molto profondo ed ingegnosamente scavato nella roccia, con una doppia scala a spirale, come il Pozzo del Saladino nella cittadella del Cairo.

I suoi lavori comprendono:

  • Palazzo Baldassini
  • Villa Madama a Roma (iniziata nel 1518)
  • Basilica di San Pietro a Roma (architetto capo da 1520 in poi)
  • Palazzo Farnese a Roma (1534-46), progettato per il Cardinale Alessandro Farnese
  • Cappella Paolina in Vaticano, (1534-40)
  • Santa Maria di Monserrato a Roma, dal 1518
  • Fortezza da Basso a Firenze, 1534
  • chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma, 1538-45
  • Palazzo Sacchetti a Roma, (iniziato nel 1542)
  • Scavo della cava Paolina in località Marmore sul fiume Velino. Opera di ingegneria idraulica iniziata nel 1545 e completata nel 1547 dopo la morte di Sangallo.

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ultimo aggiornamento 12 febbraio 2006
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